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Il Bracciale fuori Chiusi

Completamente dimenticato e allontanato dai grandi centri che ne avevano fatto la storia, il pallone continuò a essere giocato nelle piccole città delle Marche come Treia, Mondolfo e Faenza in Romagna. In queste zone, grazie alla passione degli abitanti questo sport è sempre stato praticato, pure negli anni recenti, in tornei di manifestazioni folcloristiche e rievocative. A Mondolfo il torneo denominato “La Cacciata” si svolge alla fine di luglio ed è caratterizzato da imponenti sfilate in costume cinquecentesco delle quattro contrade che si disputano il trofeo dinnanzi al Duca D’Urbino: il Castello, la Piana, il Fosso e la Barriera. Questa specialità atletica durante i secoli ha sempre avuto nei tornei il sistema per classificare squadre e giocatori: comunque dal 1936 al 1963 si svolsero i campionati italiani divisi in 2 categorie: una per atleti professionisti e l’altra per dilettanti. Dal 1978 si celebra a Treia la “disfida del bracciale“, manifestazione di risonanza nazionale che si tiene la prima domenica di agosto, preceduta da dieci giorni di festeggiamenti che iniziano il venerdì che precede l’ultima domenica di luglio: si tratta di una sorta di torneo rionale che vede impegnate le squadre dei quattro quartieri cittadini per la conquista di un palio e di un trofeo da custodire per un intero anno.

L'arena di Treia

L'arena di Treia

Dal 1997 il gioco si svolge anche a Monte San Savino nella forma primordiale con bracciale cinquecentesco e pallone grosso di 500 gr circa. Questa versione della palla al bracciale si chiama appunto “Pallone Grosso“. Le sfide al pallone grosso si svolgono in occasione della rievocazione storica “Le allegrezze in onore dell’investitura di Baldovino di Monte a primo conte di Monte San Savino, nell’anno 1550” , che si svolge dal 1997 la quarta domenica di giugno.

Questo gioco nelle varie forme che lo caratterizzano (tamburello, pallapugno, pillotta, bracciale toscano) viene svolto anche in altre città come Vignale, Torrita di Siena, Sinalunga, Firenze, S. Arcangelo di Romagna e più in generale in piemonte dove si svolgono tornei e campionati veri e propri. Dal 2012 alcune di queste città, tra cui Chiusi, hanno fondato un’associazione: “Città del Bracciale” volta a valorizzare, riscoprire e diffondere questo gioco. Inoltre è stato inaugurato un torneo tra queste città che si svolgerà a partire dal 2012 la prima domenica di Ottobre allo sferisterio di S. Arcangelo di Romagna, il torneo “Città del Bracciale” appunto.

Dal 1992, dopo la costituzione di un Comitato Nazionale, con sede a Treia, il bracciale è tornato sulla scena agonistica con la disputa, a distanza di quasi trent’anni dall’ultima edizione, del rinnovato campionato italiano. Questo campionato si svolge in due giornate nel secondo week end di ottobre allo sferisterio delle Cascine di Firenze. Il sabato viene effettuato il campionato di serie B e la domenica quello di serie A. Chiusi si è aggiudicata il campionato cadetto nel 2011 e ha vinto lo scudetto della serie A nel 2012.

Attualmente il pallone col bracciale è governato da un Comitato Interregionale affiliato alla F.I.P.A.P. ossia Federazione Italiana Pallapugno, disciplina associata del CONI dal 1981, che oltre pallapugno e bracciale amministra una serie di sport sferistici, tra i quali alcuni noti a livello internazionale ma poco praticati in Italia, come la pelota basca, altri caratterizzati invece da una forte vocazione localistica come la palla eh! praticata nell’alta Maremma, tra le province di Siena e Grosseto, con modalità e attrezzi di gioco in tutto simili al llargues valenciano.