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Corriere di Siena 08/92

Chiusi/Alla ricerca del mitico e ricchissimo tesoro del grande re Porsenna

Una città di tradizioni e di spiriti

Tracce improvvise, rivelazioni e ritrovamenti

CHIUSI – In poche città come in Chiusi le tradizioni si mantengono integre e sono apprezzate dal popolo, anche se apparentemente secondarie, ma non per questo meno importanti e meno piacevoli. Una di queste riguarda il “Gioco del Pallone col bracciale”, un gioco conosciuto in pochissimi paesi del Piemonte e delle Marche e totalmente scomparso in Toscana dove lo si praticava in val d’Arno ed in val di Chiana. Solo a Chiusi lo si esegue sempre ed anzi oggi costituisce un divertimento o meglio una sfida fra le cinque contrade: Fornace, Sottogrottone, le Biffe, il Granocchiaio ed il Mar Nero, nelle quali è divisa Chiusi stazione.

In passato lo si svolgeva entro le mura della città e doveva esser tenuto in gran conto, se ne dà notizia con buon rilievo il Repetti nel suo celebre Dizionario storico della Toscana (di cui si parla anche in una pagina apposita di questo sito raggiungibile da quella dedicata alla Storia dei Ruzzi della Conca). Si legge infatti che: “… nel 1832 fu ampliato il gioco del pallone vicino alla rocca. Presenta esso la figura di vasto circo, nel di cui centro fu innalzata nel 1834 una colonna che rammenta un faustissimo avvenimento… il circo è contornato di sedili in pietra, e d’alberi alternanti con basi che sostengono diversi monumenti etruschi e romani trovati nelle grotte chiusine”. Uno spettacolo di tutto rispetto seguito senza dubbio da molta gente in uno sferisterio elegante e raffinato. Una tradizione che si rafforzerà nel tempo perché questo gioco del pallone col bracciale, tra breve lo si farà con i giocatori di Treia, un suggestivo paese dell’Ascolano e con altri paesi dell’astigiano.

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Giorgio H. Stuart