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Palla al Bracciale a Chiusi

DIZIONARIO GEOGRAFICO FISICO STORICO DELLA  TOSCANA CONTENENTE LA DESCRIZIONE DI TUTTI I LUOGHI DEL GRANDUCATO, DUCATO DI LUCCA GARFAGNANA E LUNIGIANA, COMPILATO DA EMANUELE REPETTI, SOCIO ORDINARIO DELL’I. e R. ACCADEMIA DEI GEORGOFILI E DI VARIE ALTRE.

VOLUME PRIMO, FIRENZE, PRESSO L’AUTORE E EDITORE COI TIPI DI A. TOFANI, 1833.


Siamo venuti a conoscenza di tale opera su segnalazione di Paolo Fei, che ringraziamo ancora per la preziosa collaborazione. Tale opera fu realizzata a Firenze nel 1833 da Emanuele Repetti, socio dell’accademia dei Georgofili. Si presenta sottoforma di dizionario storico e geografico del Granducato di Toscana. Quest’opera è reperibile sul sito del “Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti” dell’Università di Siena al seguente link: http://www.archeogr.unisi.it/repetti/index.html.

Alla lettera C del primo volume troviamo una voce dedicata a Chiusi. L’autore si cimenta in un riassunto della storia della nostra città dall’epoca etrusca fino circa agli anni trenta del diciannovesimo secolo. Cioè quando fu realizzata l’opera. Chi fosse interessato può consultare liberamente il dizionario dal link proposto in questa pagina poche righe più in alto. Ciò che interessa a noi si trova a pagina 546. Qui troviamo un riferimento al gioco della palla al bracciale e al luogo dove questo era svolto:

“Fra gli edifizj pubblici moderni si contano l’episcopio, il pretorio, il palazzo della Comunità e il teatro. Nel 1832 fu ampliato il gioco del pallone vicino alla rocca. Presenta esso la figura di un vasto circo, nel di cui centro fu innalzata nel 1834 una colonna che rammenta un faustissimo avvenimento per la Toscana nella seguente iscrizione: CONNUBIO AUG. RES. ETRURIAE. FIRMETUR.  – Altra simile colonna fu contemporaneamente eretta nella così detta piazza grande destinata a celebrare il compito precedente augurio nella nascita del G. PRINCIPE EREDITARIO della Toscana. Il circo è contornato di sedili di pietra, e d’alberi alternanti con basi che sostengono diversi monumenti etruschi e romani trovati nelle grotte Chiusine”.

Concentriamoci sulla frase: “Nel 1832 fu ampliato il gioco del pallone vicino alla rocca“. Si potrebbe pensare che per gioco del pallone si intedeva il football inglese, cioè il calcio. Ma tale sport fu portato in Italia da Edoardo Bosio solo nel 1887 di ritorno da un lungo soggiorno di lavoro in Inghilterra, dove ebbe occasione di conoscere tale sport. Nel 1832 il football inglese non era nato neanche in Inghilterra. La sua nascita ufficiale risale infatti al 26 Ottobre del 1863 con la nascita della “Footbal Association”. Nel 1832 in Italia per “gioco del pallone” si intendeva la Palla al Bracciale, o Il gioco del Pallone col Bracciale. Come spiegato in dettaglio nella sezione del sito dedicata alla storia di tale sport, la Palla al Bracciale, insieme ad altri sport sferistici, era di gran lunga lo sport più praticato in Italia all’epoca. Non mancavano Sferisteri monumentali (come quello di Macerata inaugurato nel 1829), un campionato nazionale e campioni leggendari nonchè ricchissimi le cui fotografie venivano collezionate e gelosamente custodite in particolari album dai tifosi, esattamente come per le nostre figurine.

Appurato che per gioco del pallone non si intendeva il calcio, ma la Palla al Bracciale, dobbiamo concludere che nei pressi della fortezza di Chiusi Città esisteva uno sferisterio a “figura di vasto circo” che venne ampliato nel 1832. Proviamo ad immaginare dove potesse trovarsi questo sferisterio: data la descrizione che si fa del campo di gioco possiamo immaginare che esso si trovasse dove oggi sorge il monumento ai caduti della prima guerra mondiale. Infatti: “Il circo è contornato di sedili di pietra, e d’alberi alternanti con basi che sostengono diversi monumenti etruschi e romani trovati nelle grotte Chiusine”. Ma se pensiamo al fatto che le regole della palla al bracciale permettevano i colpi di rimbalzo su un muro piazzato al lato del campo di gioco e poniamo mente al fatto che spesso questo muro di appoggio era un tratto delle mura urbane (come avveniva ad esempio a Montepulciano dove ora sorgono i giardini di Sant’ Agnese), allora possiamo figurarci lo sferisterio appoggiato ai piedi delle mura esterne della fortezza.

Come è possibile conciliare le due teorie? Semplicemente immaginando che i lavori di ampliamento dello sferisterio non riguardassero il campo di gioco ma le “tribune”, per così dire. Forse ciò che il Repetti vuole dirci è che in occasione della nascita dell’erede del granducato, si decise di creare nei pressi della fortezza un parco con tanto di colonna dedicatoria ampliando gli spalti. Se infatti collochiamo il campo di gioco ai piedi delle mura esterne, allora possiamo immaginare il pubblico assiepato per assistere alla partita anche in cima a tali mura. Ed è proprio qui che probabilmente venne creato quel “vasto circo” dedicato all’erede del Granducato. Diversamente diventa difficile immaginare che si sia deciso di allargare lo stesso campo di gioco per collocarvi nel bel mezzo una colonna… lo spettacolo ne avrebbe chiaramente risentito!

Ad ogni modo l’importanza di questa testimonianza sta nel fatto che essa accerta l’esistenza della palla al bracciale nel passato di Chiusi. La nostra festa sembra affondare le radici in un’epoca lontana e dobbiamo dunque concludere che i Ruzzi non sono soltanto una festicciola inventata importando di sana pianta da fuori il gioco della palla al bracciale. Ci troviamo piuttosto di fronte ad una riscoperta. E forse era proprio destino che la palla al bracciale tornasse un giorno a Chiusi e nelle nostre vite!