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Parte sesta

Montepiesi  anno 13  n.6,  giugno 1982

GLI ANNI ‘20

Le prime notizie sulla Chiusi degli anni venti, ce le fornisce il Giometti che nella prima edizione della sua guida ricorda “…oggi questa spaziosa e fertilissima pianura è attraversata dalle principali linee ferroviarie e da strade provinciali e comunali, che danno felice comunicazione ai diversi luoghi del mandamento e della vicina Umbria. La stazione ferroviaria di Chiusi, posta a metà della via tra Firenze e Roma, dista da queste grandi città tre ore (si rileva già come i tempi di viaggio si fossero notevolmente accorciati rispetto a trenta anni prima); un’ora da Arezzo e quasi tre ore da Siena e da Perugia…”[1].  Nel 1928 il Giometti pubblica la terza edizione della sua guida e scrive: “…presso la stazione ferroviaria vi sono gli uffici e gli addetti non solo per il movimento e la manutenzione, ma anche per il transito delle macchine. Passano ordinariamente per Chiusi diciassette treni viaggiatori per Roma, ed altrettanti per Firenze. Per Siena ne partono sette ed altrettanti ne arrivano che hanno immediata coincidenza con la capitale. Durante la stagione termale, questa Stazione acquista speciale importanza…è andata sempre più crescendo per la sua ubicazione. Presso di essa sta sorgendo la nuova frazione con ampli fabbricati, case commerciali, alberghi, ristoranti, negozi, fabbriche. Dalla piazza Dante partono giornalmente servizi automobilistici per Perugia, Città delle Pieve, Viterbo, S. Casciano Bagni, Chianciano, Montepulciano e per paesi del monte Amiata. Poco distante dalla stazione ferroviaria sulla via provinciale per Città della Pieve trovasi una delle più grandi cabine d’Italia di energia elettrica per la trasformazione e smistamento, giungendo ad una forza di oltre 150000 cavalli…”. In seguito ad un crescendo rapido di famiglie nei pressi della Stazione ferroviaria, centro ormai commerciale di grande importanza si impose la necessità di costruirvi una chiesa per i bisogni spirituali di quella popolazione[2].


[1] Giometti, Guida di Chiusi, 1904.

[2] Ibidem III edizione 1928.